Il Catinaccio

Il Catinaccio

È il germanico Rosengarten, il ‘giardino di rose’ di re Laurino che, in base alla leggenda, solo nelle ore del tramonto spande sulle rocce la luce rosa dei suoi fiori dando origine all’affascinante spettacolo dell’enrosadira. Anche per questo motivo, il Catinaccio, è una delle vette rappresentative delle Dolomiti.

Il gruppo, contraddistinto dalla considerevole quantità di escursioni e di ascensioni di grande interesse, si divide a nord dal Sassolungo e raggiunge il passo di Costalunga, dove si unisce al Làtemar.

Sul versante ovest è unito al Sasso Piatto e allo Sciliar e controlla le valli di Tires e d’Ega. La punta più alta è il Catinaccio di Antermoia. Per giungere al Catinaccio, la via più veloce è da Pera di Fassa lungo la valle Vajolet, che finisce con la conca di Gardeccia e i tre rifugi Gardeccia, Catinaccio e Stella Alpina.

Da qui prendono il via numerosi sentieri escursionistici, come quello del bellissimo e frequentato tragitto che giunge in circa un’ora al rifugio Vajolet, dominato dalle Torri del Vajolet. Da qui i sentieri portano sia al passo Principe, verso lo Sciliar, dove dal rifugio Antermoia inizia la ferrata che sale alla cima omonima, sia alla conca di Gartl (Garten, il giardino di rose della leggenda), con il rifugio Alberto I, raggiungibile per mezzo della via attrezzata che prende il via dal rifugio Fronza alle Coronelle al passo Santner, uno dei punti più panoramici del gruppo.

Video Catinaccio